“Mandala” e “Con quella grata udienza che solete”
Mandala
Compagnie Patiperros
Creato e interpretato da: Romain Ballarini, Simon Ramseier, Camilla Stanga
Coprodotto da: Fête de la danse Rolle e Gland,
Con il sostegno di: Casinò de Rolle, Ville de Gland, Ville de Nyon, Région de Nyon, Canton de Vaud, fondation , fondation Juchun, Fondation Equileo
Breve descrizione:
Un mucchio di pietre di lago.
Tre strani personaggi.
3, 2, 1…AH!! Il gioco comincia.
Gli sguardi si rincorrono, i corpi entrano in sintonia, lo spazio prende vita. I corpi tracciano linee e definiscono lo spazio, il suono lo rende vivo, ampio.
Un’indagine sulla semplicità e la forza della natura e dell’essere umano, sulla fragilità e la spontaneità del gioco, a tratti energico ma con uno sguardo sempre attento all’intimità dei piccoli gesti.
Due parole sulla compagnia Patiperros:
« Patiperro »: Termine cileno che indica una persona che ama camminare. I Patiperros sono viaggatori curiosi, affascinati da sentieri sconosciuti.
La compagnia Patiperros nasce dall’incontro tra Simon e Camilla presso la Manufacture – haute école des arts de la scène a Losanna, dove i due danzatori lavorano al loro progetto di bachelor insieme. Da questa prima collaborazione emergono interessi e desideri comuni: il ritorno al primitivo, la ricerca della semplicità, l’importanza della natura e la connessione tra danza e musica dal vivo. Il linguaggio fisico che esplorano i danzatori è molto influenzato dai loro diversi background: Simon con la sua approfondita conoscenza della danza Hip Hop e Camilla con le sue esperienze danzanti della contact improvisation e la composizione istantanea.
La combinazione dei diversi elementi crea un linguaggio unico, molto attento all’ascolto e all’altro, che dà tempo e spazio al contatto tra i corpi.
Un’usanza di alcuni monaci buddisti, i quali creano dei mandala con le sabbie colorate con un lavoro di estrema precisione e pazienza (a volte impiegando anni per terminarne uno) e poi lo disfano in pochi secondi.
Una più generale fascinazione per tutto ciò che è effimero, ciò che c’è e un attimo dopo scompare, senza lasciare traccia.
Un curioso interesse per l’esplorazione della semplicità partendo dalla natura che ci circonda e da lunghe passeggiate per ritrovare un primitivo contatto con essa.
Due corpi in dialogo.
Otto pietre del lago Lemano.
Questi, se volessimo stilare una lista, gli ingredienti che compongono Mandala, la creazione della Compagnie Patiperros che andrà in scena il 20 novembre a Balerna nell’ambito della rassegna “Botteghino del teatro” dell’associazione Giullari di Gulliver. Uno spettacolo di danza che, accompagnato dalla musica dal vivo di Romain Ballarini, segue Simon Ramseier e Camilla Stanga in uno spazio nel quale, come nei disegni circolari del titolo, lasciano delle tracce come su una grande tela bianca. Pattern ripetuti in uno schema spaziale preciso che, coadiuvati dall’ambiente sonoro delle percussioni, creano una sorta di rituale in continua evoluzione, chiuso e al tempo stesso infinito come tutti i cerchi.
I temi cari alla compagnia (la musica dal vivo, la ricerca di un ritorno alla natura e al primordiale, il dialogo tra due linguaggi fisici differenti e la commistione delle loro diverse esperienze) sono tutti ben presenti e in risalto in questo spettacolo, che si vuole appunto, dal libretto di sala, “un’indagine sulla semplicità e la forza della natura e dell’essere umano, sulla fragilità e la spontaneità del gioco, a tratti energico ma con uno sguardo sempre attento all’intimità dei piccoli gesti”.
3, 2, 1…AH!! Il gioco comincia.
«Con quella grata udienza che solete», un esperimento di lettura ariostesca
Di Arianna de Angelis, Giacomo e Michele Stanga
Nell’ambito della rassegna Botteghino del teatro, promossa dall’associazione Giullari di Gulliver, il 20 novembre sul palco dell’oratorio di Balerna si terrà la prima lettura pubblica del progetto «con quella grata udienza che solete»: nato dall’unione di tre diversi media (narrazione, musica e illustrazione), il progetto si inserisce in una linea – quella delle letture dell’Orlando Furioso – che non è certo nuova, ma è stata per molti anni “dormiente”, un po’ nascosta (soprattutto in questo anno celebrativo) dietro quella delle più eseguite letture dantesche.
La lettura di vari episodi del poema (per questa prima si sono scelte circa quaranta ottave del primo canto) è introdotta da una breve presentazione di Giacomo Stanga, che ne riassume i principali argomenti, e accompagnata poi in tempo reale dalle illustrazioni di Arianna de Angelis, proiettate seguendo il ritmo della trama ariostesca. Il supporto visivo aiuta sì la comprensione della storia laddove il dettato cinquecentesco si fa troppo oscuro, ma soprattutto reinterpreta personaggi ed eventi e fornisce al pubblico un’idea già mediata degli avventimenti e delle lezioni che ancora oggi possiamo trarne.
A completarte il trittico della serata, la musica dal vivo di Michele Stanga (calcata sui giri che già i coevi eseguivano a supporto delle ottave cantate, ma arrangiata anche grazie all’uso della loop machine) segue e sottolinea con discrezione il ritmo del racconto.
L’esperimento che debutterà sul palco di Balerna, quindi, si prefigge l’ambizioso obiettivo di avvicinare chi non la conosca alla monumentale opera ariostesca attraverso media moderni e un’interpretazione popolare (“alla buona”, direbbe qualcuno), mantenendo però intatto il testo originale, letto sempre integralmente: la forza dei versi di Ariosto rimane così viva, ritrovando modo di interagire con un pubblico più largo di quello degli specialisti (che pure, si spera, apprezzeranno la fedele lettura) e impressionando, emozionando e trasportando come fa da oltre cinquecento anni una nuova platea.
Lo spettacolo dura all’incirca 35 minuti.