TEATRO SENZA FRONTIERE 

Un’esperienza artistica e sociale d’integrazione - Un progetto dell’Associazione Giullari di Gulliver (Ticino) e dell’Associazione Perspecktivyij (Russia)

Dal 15 luglio al 5 agosto 2012 l'intera compagnia si ritroverà in Germania per la produzione di un nuovo spettacolo!!!


Nel 2011 è proseguita l’esperienza internazionale di teatro integrato a cui hanno preso parte le associazioni Giullari di Gulliver (Ticino), Perspektiviy (Russia) e Lebenshilfe (Germania). L’intera compagnia internazionale si è ritrovata in Ticino dal 23 luglio al 7 agosto ad Arzo. 

Il gruppo era composto da 8 ticinesi ( due registi e sei giovani e adulti dai 18 ai 60 anni), 10 russi (la regista e 9 giovani dai 18 ai 20 anni) e da 5 tedeschi di circa 20 anni.

 

Il progetto di collaborazione ha avuto inizio nel 2007 con l’incontro tra i Giullari di Gulliver e l’associazione Perspektiviy (che lavora in un reparto dell’internato Peterhof di S.Pietroburgo, dove vivono persone con handicap). In quell’anno era stato allestito lo spettacolo “Promenade, punto linea movimento”, portato in scena dapprima in Ticino e in seguito, nell’estate 2008, a S.Pietroburgo.Nel 2009 è stato creato e proposto lo spettacolo “La stagione senza parole” in Germania, dove al gruppo si sono aggregati attori tedeschi (di cui alcuni portatori di handicap). Un gruppo di attori dell’associazione ticinese si è recato a S.Pietroburgo dal 2 al 16 agosto 2010 per rappresentare con i colleghi russi e tedeschi lo spettacolo  “La stagione se n za parole”.  Lo spettacolo è frutto di una creazione collettiva della compagnia con la regia di Prisca Mornaghini, Lena Schiffer (regista e attrice russa) e Antonello Cecchinato. L’esperienza è stata arricchente e molto positiva a livello artistico e umano. Lo spettacolo è stato proposto a S.Pietroburgo tre volte, riscuotendo tangibile successo sia da parte del pubblico, sia della critica.

Teniamo a sottolineare come l’incontro tra queste esperienze diverse sia stato caratterizzato dal comune obiettivo di creare degli spettacoli che avessero un valore artistico in virtù della forza intellettuale ed espressiva delle attrici e degli attori, superando così ogni implicazione assistenziale e pietistica; in altre parole, il risultato creativo deve avere un valore artistico in sé. Questo approccio all’attività teatrale ha fatto sì che sin dall’inizio ci fosse un’intesa e un ambiente di lavoro fecondi, che hanno reso possibile un intenso scambio culturale. Vediamo in questo modo di intendere il teatro, una forma di resistenza contro ogni tentativo di imporre inutili divisioni fisiche, conseguenza di una chiusura mentale ottusa e meschina; e come un’occasione per non perdere di vista il senso della parola «umanità».

 

Con il sostegno di:

                      FONDAZIONE DR. M.O. WINTERHALTER

Ringraziamo:

- Ferrovia Monte Generoso e Mendrisiotto Turismo

- Carnevale Benefico "La Marediga" di Balerna

- Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani

- Comune di Chiasso

- Comune di Mendrisio

- Comune di Lugano

- Centro Anziani, Comune di Balerna

- Fondazione Provvida Madre, Balerna

 

RIFLESSIONI DELLA REGISTA RUSSA  LENA SCHIFFER

“Для меня проект "Театр без границ" прежде важен потому, что в наших швейцарских партнерах мы нашли единомышленников. Нас объединяют общие представления о том, как с помощью искусства можно помогать людям - особенно, людям с особенностям в развитии.
Поэтому в процессе работы мы можем обмениваться опытом, поддерживать друг друга в нашей работе и учиться друг у друга. Конечно, нас объединяют общие представления о гуманистической ценности каждой личности и праве каждого человека на самореализацию и творчество. Для подопечных организации "Перспективы", которые живут в закрытом учреждении очень важно посмотреть мир, познакомиться и поработать с друзьями из других стран. Проект "Театр без границ" в полной мере дает им эту возможность.”

“Per me l’esperienza “Teatro senza frontiere” è innanzitutto importante poiché con questa abbiamo trovato delle persone che condividono i nostri pensieri.

Attraverso il processo artistico i partecipanti si sentono ancora più uniti, nel gruppo c’è molta comprensione (in particolare per le persone con difficoltà).

Nel lavoro teatrale possiamo scambiarci esperienze, sostenerci l’un l’altro e imparare l’uno dall’altro.

Questo lavoro dà risalto al valore umano di ogni persona e al diritto di ognuno di esprimersi, creare e realizzarsi.

Per i ragazzi dell’organizzazione Perspektivj, che abitano tutto l’anno in un’istituzione chiusa, è molto importante guardare il mondo, conoscere amici di altri paesi e lavorare insieme.

Il progetto “teatro senza frontiere” dà loro concretamente questa possibilità.”

 

RIFLESSIONI DEI REGISTI SVIZZERI PRISCA MORNAGHINI E ANTONELLO CECCHINATO

« A volte tutto avviene in modo molto naturale; ciò che ci colpisce in quest’esperienza è come sin dal primo momento senza conoscersi si sia cominciato a lavorare insieme, in un clima di fiducia sia tra le persone, sia nella forma artistica. Ma per essere più precisi «il clima di fiducia» c’era già, non lo si è dovuto creare; si è dovuto piuttosto averne cura e coltivarlo.

Non sappiamo dire se il far teatro abbia favorito questa naturalezza – siamo più istintivamente propensi a non crederlo -; piuttosto pensiamo che ci voglia come premessa necessaria un’attitudine mentale di apertura (diciamo questo a rischio di essere presuntuosi), che si contrappone visceralmente all’ignoranza e all’aridità umane.

Non sappiamo dire come si formi quest’apertura mentale; forse, ma è solo un’ipotesi, ci vuole uno sforzo quotidiano nella riflessione sulla realtà; e in questa riflessione ci potrebbe aiutare anche l’incontro con le realtà destabilizzanti come lo sono le umanità ai margini.

Uno sforzo culturale che si traduce nella lotta al pregiudizio.

Teniamo a sottolineare come l’incontro tra queste esperienze diverse sia stato caratterizzato dal comune obiettivo di creare degli spettacoli che avessero un valore artistico in virtù della forza intellettuale ed espressiva delle attrici e degli attori, superando così ogni implicazione assistenziale e pietistica; in altre parole, il risultato creativo deve avere un valore artistico in sé. Questo approccio all’attività teatrale ha fatto sì che sin dall’inizio ci fosse un’intesa e un ambiente di lavoro fecondi, che hanno reso possibile un intenso scambio culturale. Vediamo quindi in questo modo di intendere il teatro, una forma di resistenza contro ogni tentativo di imporre inutili divisioni fisiche, conseguenza di una chiusura mentale – come si diceva - ottusa e meschina; e come un’occasione per non perdere di vista il senso della parola «umanità». »

 

CRONISTORIA

 Agosto 2007 – Ticino

 L’inizio è avvenuto un po’ per caso. Nel 2007, la signora Barbara Profeta dell’associazione BridgingBorders (la quale si occupa di progetti umanitari e sociali di collaborazione tra la Russia e la Svizzera) stava cercando un gruppo che lavorasse nell’ambito teatrale in Svizzera.

Il suo intento era quello di affiancare al gruppo svizzero un gruppo russo dell’associazione Perspektivij (che lavora in un reparto dell’internato Peterhof di San Pietroburgo), che aveva  intrapreso delle attività teatrali anche con persone portatrici di handicap.

Dopo vari tentativi infruttuosi, la signora Profeta ha contattato l’associazione Giullari di Gulliver, che da ormai vent’anni è attiva sul territorio e si occupa in particolare di teatro con: giovani, adulti di varie età e anche persone portatrici di handicap.

Alcuni membri dell’associazione svizzera hanno aderito subito con entusiasmo all’iniziativa. Si è formato un piccolo gruppo (10 persone) di attori e animatori ticinesi interessati a partecipare ad un campo teatrale che si sarebbe svolto nell’agosto 2007 in Ticino.

I registi Antonello Cecchinato e Prisca Mornaghini si sarebbero occupati dell’aspetto artistico coadiuvati  dalla regista russa Lena Schiffer; mentre l’aspetto organizzativo e amministrativo sarebbe stato curato dalla signora Profeta con l’associazione BridgingBorders (in particolare la ricerca: di un alloggio, delle sale da teatro, dei mezzi di trasporto e dei finanziamenti necessari).

Svolti i necessari preparativi, l’iniziativa ha potuto aver luogo. Il gruppo, formato da una quindicina di attori e animatori russi e da una decina di partecipanti dal Ticino, si è ritrovato per tre settimane alla Casa “La Perfetta” di Arzo, luogo ideale e accogliente per attività di questo genere.

In quel mese d’agosto 2007 è stato allestito lo spettacolo “Promenade, punto linea movimento”. E’ stato portato in scena cinque volte, riscuotendo un buon successo.

Durante quelle prime settimane di vita in comune si è da subito creato tra i partecipanti un clima ideale di collaborazione e amicizia. Ognuno si è immediatamente sentito a suo agio, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dai registi: A. Cecchinato, P. Mornaghini e L.Schiffer.

Malgrado le difficoltà di comprensione linguistica, alla quale si è cercato di ovviare con la presenza necessaria di traduttori, tutti hanno lavorato in un’armonia per certi versi sorprendente, come se si conoscessero già da molto tempo.

Naturalmente ciò che si è visto sul palco era il risultato di questa immediata intesa. Lo spettacolo era frutto di una creazione collettiva (sotto la guida dei tre registi), dove ognuno poteva esprimersi proponendo al gruppo qualcosa di proprio (sia esso un testo, un movimento, una canzone o solo un’idea).

Da quell’entusiasmante primo incontro si è capito subito che l’esperienza avrebbe avuto un seguito, e così è stato: ci si è dati appuntamento per l’estate 2008 a San Pietroburgo.

Agosto 2008 – S.Pietroburgo

Il gruppo di attori e animatori ticinesi non si è lasciato sfuggire l’opportunità! Invitati dagli amici russi (l’associazione Perspektivij) e coadiuvati ancora dall’associazione BridgingBorders (tramite la signora B.Profeta), per quanto riguarda gli aspetti finanziari ed organizzativi, i Giullari di Gulliver si sono recati in Russia dal 6 al 16 agosto 2008 per presentare lo spettacolo preparato ad Arzo l’anno prima: “Promenade, punto linea e movimento” .

Sono stati dieci giorni molto intensi dove si è lavorato: dal punto di vista teatrale e per riadattare i testi dal punto di vista linguistico.

Lo spettacolo è stato rappresentato tre volte, riscuotendo un’attenzione e un successo sempre crescente. L’attività artistica è proseguita con una sintonia e una collaborazione ideale, come se le attrici e gli attori non avessero mai smesso di lavorare insieme.

Durante la permanenza in Russia si sono oltremodo rinsaldati i rapporti umani d’amicizia tra le persone partecipanti. I Ticinesi sono stati accolti in modo molto caloroso, hanno alloggiato in un piccolo appartamento nel centro di S.Pietroburgo e hanno così potuto anche vivere e visitare la città.

In particolare, hanno potuto far visita al reparto dell’internato Peterhof di S.Pietroburgo, dove interviene anche l’associazione Perspektivij. Questa visita è stata molto toccante e ha permesso ai partecipanti di rendersi un po’ conto delle difficili condizioni in cui si trovano ad operare e a vivere i colleghi russi.

In tutto l’internato vivono più di 1000 persone con le più disparate difficoltà:  alcolisti, portatori di handicap fisici e/o mentali, persone socialmente instabili. L’associazione Perspektivij lavora in una reparto con un centinaio di ospiti giovani, portatori di vari tipi di handicap. Il personale è poco, gli ospiti alloggiano in camerate e hanno poco spazio per se. Non escono quasi mai dall’internato, non possiedono autonomia decisionale. La struttura è vecchia e piuttosto fatiscente. Malgrado queste condizioni si respira un clima di grande solidarietà e anche di gioia.

Gli attimi di grande e concreta umanità vissuti durante quel pomeriggio rimarranno per sempre in modo indelebile nei ricordi delle persone presenti.